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basilica-santanonio-statuaIl gruppo di ricerca, che ha scelto di occuparsi del santuario di Sant'Antonio da Padova, intende indirizzare la sua attenzione principalmente su quattro linee direttive.

1. PELLEGRINAGGIO E NATURA

La prima guarda alla correlazione tra pellegrinaggio e aspetti naturalistici e in particolare all'ultimo cammino compiuto da Sant'Antonio da Padova dall'eremo di Camposampiero, dove si trovava fino al 13 giugno del 1231, fino alla chiesa dell'Arcella, uno dei più antichi quartieri a nord di Padova, dove è avvenuto il transito e la dipartita del Santo.

I 25 km di questo “ultimo cammino” ricalcano ancor oggi antichi percorsi, toccando per la quasi totalità argini e strade di campagna per avviarsi al santuario dell'Arcella dove arriva la processione notturna del 12 giugno. L'altra processione,che ha luogo il pomeriggio del giorno 13, parte invece dalla Basilica, dove oggi è sepolto il Santo, e si snoda lungo le vie cittadine.

Fine di questa linea di ricerca è quello di gettare nuova luce, attraverso la prospettiva antropologica, su aspetti noti, diffusi e vissuti ma non ancora sufficientemente indagati in modo sistematico.

2. SANT'ANTONIO E LE ACQUE

La seconda linea d'indagine riflette sui multiformi rapporti - miracolistici, identitari, sacramentali, profilattici - tra sant'Antonio e le acque nelle loro varie declinazioni: acque meteoriche, fiumi e mari, valli e canali, navigazione e pesca, polizia marittima e battaglie navali, bonifica, irrigazione e protezione dalle esondazioni, pratiche di confinazione e di regimentazione-attraversamento dei corpi idrici, anche in relazione alle terre dell'Arca del Santo in Anguillara Veneta.

basilica-santantonio-processione

3. IL RITO DEL PANE SANTO

La terza linea di lavoro sarà dedicata alla pratica rituale del pane del Santo con le sue varianti, alla sua origine (il miracolo del piccolo Tommasino, salvato dall'acqua bollente) e ai suoi tratti simbolici (il principio di reciprocità e il modello del dono) esaminati anche alla luce della realtà locale, con particolare riferimento al pane dell'Opera dei Poveri, al pane prodotto dal laboratorio della casa di reclusione di Padova Due Palazzi e al pane del laboratorio di Opera Edimar.

Il Santo portoghese patavino sarà dunque interrogato in quanto simbolico lievito sociale: sostanza straniera e fermentante in grado di rappresentare un punto di convergenza di multiformi attività, opere, istituzioni (un esempio su tutte, l'Arciconfraternita del Santo ), “presenza” integrata ed operante nel tessuto culturale della città che abita e il cui “fenomeno devozionale” supera di gran lunga i confini della città stessa, in una sorta di “festività diffusa”.

4. SANT'ANTONIO ED I ROM

ROM2La quarta direzione esplora il particolare rapporto cultuale e culturale che si è instaurato fra il Santo e i Rom, sempre presenti alle festività, ponendolo in correlazione con il pellegrinaggio da questi effettuato il 24 e 25 maggio a Saintes-Maries-de-la-Mer in Provenza in occasione della festa di Santa Sara, patrona di tutti i gitani.

Va inoltre segnalato che, al gruppo di ricerca, potrebbero unirsi colleghi interessati a esplorare sincretismi afro-brasiliani e cubani.