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L’Unità di Enna si occupa degli aspetti archeologici connessi alla nascita e allo sviluppo delle aree santuariali, al fine di evidenziarne le persistenze e le trasformazioni, nel lungo arco cronologico compreso tra la tarda antichità e l'altomedioevo.

Un primo aspetto della ricerca è rivolto allo studio degli aspetti archeologici relativi alla definizione degli “elementi strutturanti” l'identità del santuario rispetto agli altri luoghi sacri, sia attraverso l’analisi tipologica dei santuari che attraverso l’analisi territoriale. L’analisi tipologica prevede lo studio e la definizione degli schemi planimetrici, architettonici e decorativi e delle trasformazioni dello “spazio sacro”; l’analisi territoriale di alcuni santuari identificati prevede lo studio del contesto di riferimento con particolare attenzione alle connessioni con la viabilità, agli esiti nella cultura materiale e al rapporto con gli assetti insediativi delle comunità di riferimento.

L'approccio multidisciplinare della ricerca (sia per la diversa tipologia delle fonti utilizzate che per l'integrazione di diverse competenze) porterà a meglio definire gli elementi costitutivi del santuario cristiano, anche mediante il costante confronto tra ambiti territoriali differenti, possibile grazie alla continua interazione tra i componenti delle diverse Unità.

L'obiettivo è quello di elaborare modelli storico-archelogici dei santuari indagati finalizzati anche alla valorizzazione e tutela degli stessi (attraverso elaborazione di modelli tridimensionali di rendering). La costruzione di tali modelli si avvarrà di un uso incrociato di fonti documentarie e archeologiche e, in qualche caso, di ricerche di tipo stratigrafico.

In particolare saranno sviluppati i seguenti aspetti:

  1. Produzione di un Data Base Management System multimediale on line, accessibile da rete e di facile utilizzo. Tale strumentò varrà sia per una maggiore divulgazione dei risultati, anche in relazione alla possibilità di interagire con gli enti pubblici e privati eventualmente coinvolti nella gestione dei siti, che come strumento necessario di archiviazione complessa e gestione dei dati provenienti dalle ricerche condotte dalle varie Unità. Preziosa, in tal senso è la collaborazione dell’Officina di Studi Medievali.

  2. Rilievo digitale di forme architettoniche complesse riferibili a siti santuariali mediante laser scanner e fotogrammetria digitale con elaborazioni di modelli tridimensionali.

1) Produzione di un Data Base Managenement System (DBMS) multimediale

L'obiettivo è quello di mettere a punto una base documentaria storico-archeologica quanto più ricca possibile, da rendere accessibile anche alla comunità scientifica non solo ex post, ma in itinere, attraverso un sistema di banche dati che si prevede di implementare e testare a partire dai complessi santuariali scelti come casi di studio. In particolare l'accessibilità ai contenuti e la documentazione grafica informatizzata (rilievo 3D e rendering) costituiranno ulteriore strumento di promozione e di valorizzazione “museale” di alcuni siti, specie nel caso di continuità della destinazione religiosa che ha obliterato le fasi più antiche, o al contrario, nel caso di siti scarsamente dotati di testimonianze di cultura materiale e/o di strutture. Tale aspetto è strettamente connesso alla possibilità di consentire la comunicazione e lo scambio effettivo di conoscenza, sia all'interno della comunità scientifica, sia verso gli organi pubblici di tutela e di pianificazione territoriale, anche definendo modalità comuni di conservazione, valorizzazione e fruizione sostenibile di alcuni siti.

2) Rilievo digitale di siti santuariali

  • In collaborazione con l’Unità capofila di Bari, si occupa del santuario di San Matteo in Lamis (FG) mediante uno studio che prevede anche sistematiche ricognizioni archeologiche del territorio finalizzate a comprendere e a ricostruire il quadro delle evidenze relative alla presenza del santuario, documentato dalla fonti a partire dall’XI secolo. In particolare l’attenzione si è focalizzata sul cosiddetto “eremo di San Nicola”, in stretta contiguità topografica con il santuario di S. Matteo, dove è  stato possibile identificare una basilica ad unica navata absidata, attualmente alla fase di rudere. Per tali emergenze archeologiche si è finora proceduto a un primo rilievo con stazione totale, necessario per l’acquisizione delle prime informazioni sulle caratteristiche dimensionali, sul possibile  andamento delle strutture e per l’interpretazione tipologica dell’impianto - oltre che per la pianificazione dell’eventuale saggio stratigrafico di scavo.

  • In collaborazione  con l’Unità di Roma ha condotto il rilievo archeologico del santuario rupestre di S. Michele Arcangelo sul Monte Tancia (RI), oggetto di indagine specifica dell’Unità romana. Tale rilievo è stato condotto prevalentemente mediante acquisizione con laser scanner (usando tecniche range-based integrate con quelle image-based), integrata dalla fotogrammetria digitale per generare modelli poligonali, limitatamente ad alcune parti del santuario (affreschi, altare).

In Sicilia l’attenzione dell’Unità di Enna si focalizza sul sito rupestre di Rometta (ME), fortezza “naturale”, ultimo baluardo bizantino contro l’Islam, espugnata dai Berberi nel 965 (138 anni dopo lo sbarco a Marsala); menzionata nelle Rationes Decimarum degli anni 1308/1310 come terra e casale, quest’ultimo probabilmente da identificare con l’abitato suburbano lungo il versante ovest del costone roccioso, più soleggiato, vicino alla contrada di San Giovanni. Particolarmente significative due unità rupestri: una in contrada Sottocastello, sul versante nord del monte, con probabile destinazione cultuale; la seconda, sul versante ovest del costone, riferibile ad una basilica a 7 navate divise da 12 pilastri, demoliti purtroppo agli inizi del secolo scorso a seguito della riutilizzazione del luogo di culto come stalla, secondo una prassi di rifunzionalizzazione degli ambienti senza soluzione di continuità molto diffusa in ambito rupestre. Nell’autunno 2013 si procederà alle prime acquisizioni mediante laser scanner e fotogrammetria digitale di tali unità rupestri.