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Unità di Roma - Obiettivi

L’unità di Roma, conformemente con gli obiettivi enucleati con le altre unità e con il coordinatore nazionale (ricerca storico-agiografica, storico-religiosa e antropologica; studio di documenti letterari, con particolare riferimento ai testi agiografici; costituzione di edizioni critiche; competenza informatica), si prefigge il compito di realizzare:

  1. Edizione critica digitale della leggenda di fondazione del santuario rupestre di s. Michele al Monte Tancia (Monte san Giovanni in Sabina, Rieti), ovvero la Revelatio seu apparitio S. Michaelis Archangeli in Monte Tancia, con valorizzazione della scrittura agiografica nel processo di definizione ed appropriazione di un luogo sacro, e individuazione delle affinità o rapporti di filiazione con altre fonti agiografiche: ad es. Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano, Actus Silvestri.

  2. Ridefinizione dello status del sito del santuario di San Michele al Monte Tancia, che è stato catalogato e studiato come santuario nel volume sul censimento dei santuari cristiani del Lazio (Collana Santuari d’Italia. Il Lazio, a cura di S. Boesch Gajano, M.T. Caciorgna, V. Fiocchi Nicolai, F. Scorza Barcellona), le cui caratteristiche consentono di affrontare temi di fondamentale interesse nell’economia del progetto di ricerca, come ad esempio la traduzione dal santuario pagano a quello cristiano, l’afflusso dei pellegrini, l’affiliazione fra altri santuari collocati su assi viarie fondamentali (Salaria nova), la gestione e il controllo dei luoghi sacri da parte di istituzioni concorrenti, il problema delle reliquie.

  3. Definizione di spazio sacro ideale, in quanto snodo cruciale del percorso identitario di una comunità o di un sistema religioso. Aspetti storico-teologici, antropologici, storico-religiosi.

1) Revelatio seu apparitio S. Michaelis Archangeli in Monte Tancia

Il testo della Revelatio, pubblicato da Poncelet nel 1906 (Archivio della R. Società Romana di Storia Patria, 29, pp. 541-548) dalla collazione di due manoscritti della Biblioteca Vallicelliana (il tomo VII, carte 135b, 136, da lui datato al XIV secolo, e tomo XXIII, carta 316bis, frammento di un codice da lui datato al XII secolo), ma ancora in attesa di edizione critica, è stato oggetto di studio specifico da parte di Immacolata Aulisa (Le fonti e la datazione della Revelatio seu apparitio S. Michaelis Archangeli in monte Tancia, in Vetera Christianorum 31, 1994, pp. 315-331). La Aulisa ha analizzato i temi portanti della leggenda, giungendo ad ipotizzarne la circolazione, a livello di elaborazione e diffusione orale, tra X e XI secolo, e a collocarne la redazione scritta non prima dell’XI secolo. Tessa Canella sta procedendo ad una campagna di acquisizione dei manoscritti interessati, per realizzare l’edizione critica, corredata di traduzione e commento.

2) San Michele al Monte Tancia

La ricognizione diretta del santuario di San Michele al Monte Tancia ha permesso di registrare, insieme alla particolare bellezza del sito rupestre anche a livello paesaggistico e naturale, una progressiva deperibilità degli affreschi e della struttura, testimoniata dalle discrepanze negli studi specifici. Pertanto l’Unità romana si propone di ridefinire lo status del sito santuariale attraverso una rilevazione dei dati bibliografici, archeologici e storico-artistici, anche in funzione della digitalizzazione e per produrre riflessi positivi anche sull’indotto dell’area circostante il santuario oggetto della ricerca (buffer zone), e verificare la possibilità che su di essi si possa svolgere un lavoro di valorizzazione e impatto sul territorio, uno dei target importanti del progetto.

La ricerca sul sito santuariale in questione sarà approfondita attraverso lo sviluppo di:

a. Studio di contesto. Affiliazione tra santuari ubicati nella stessa zona o sullo stesso asse viario. Ad es. sulla via Salaria nova: S. Michele al VII miglio; tomba e santuario di S. Silvestro nell’area subdiale al complesso funerario di Priscilla, al I miglio; santuario di S. Silvestro sul Monte Soratte.

b. Approfondimento dei processi di trasformazione e risemantizzazione da santuario pagano a santuario cristiano. Il santuario era prima luogo di culto di una divinità femminile precristiana (di cui fino agli anni Ottanta era visibile sul fondo alla grotta un simulacro scavato nella stalattite, poi rubato), identificata da M.G. Mara con la dea sabina Vacuna (Una divinità pagana nella grotta di S. Michele sul Tancia, in Studi e Materiali di Storia delle Religioni, 33, 1962, pp. 103-107), la cui venerazione è ben attestata in Sabina da epoca romana e preromana. Di questo aspetto si occupa in particolare Alessandro Saggioro.

c. Storia del santuario nel contesto delle strategie di gestione dello spazio e delle dinamiche di contesa ed appropriazione dei luoghi santi fra istituzioni concorrenti (in questo caso l’Abbazia di Farfa e l’episcopio sabino). Di questo tema si occupa in particolare Umberto Longo.

d. Ricognizione e ridefinizione dello status del sito santuariale. Rilevazione dati archeologici e storico-artistici, grazie a uno studio congiunto in sinergia con: Unità archeologica di Enna (Daniela Patti); Master in Digital Heritage. Cultural communication through digital technologies, Sapienza Università di Roma, project work dedicato; Dipartimento di Studi storico-artistici e Dipartimento di Ingegneria informatica Sapienza Università di Roma.

d. Digitalizzazione e archiviazione in un database informatico dei dati documentari relativi al santuario di s. Michele al Tancia per inserimento sul sito del Firb. Creazione prodotto digitale contenente: edizione critica digitale delle fonti relative al santuario e collegamenti ipertestuali con la bibliografia di riferimento aggiornata (possibilità di comparazione con santuari simili, fonti simili); creazione dello “story telling” relativo al santuario; riproduzione del sito in realtà immersiva aumentata; 3d; visita guidata virtuale.

3) Spazio sacro ideale 

L’Unità di Roma si prefigge di sfruttare le specifiche competenze dei suoi componenti per approfondire lo studio dello spazio sacro dal punto di vista teologico-politico, storico-religioso e antropologico.

a. In particolare Alessandro Saggioro e Tessa Canella si occuperanno di approfondire l’aspetto della relazione fra gli spazi sacri e la dimensione oltremondana, curando insieme a Sergio Botta (RI Storia delle Religioni) una Theme Section della rivista “Studi e Materiali di Storia delle Religioni” del 2014 dedicata a “Geografie del mondo altro. Spazi sacri reali e/o ideali nelle relazioni con l’aldilà. Prospettive comparative”.

b. Gianluca De Sanctis si occuperà della costruzione e definizione degli spazi sacri a Roma, investendo competenze di ordine storico-antropologico. È prevista la pubblicazione del volume: “Dèi, riti, confini. Per un’antropologia dello spazio sacro in Roma antica”.

c. Tutti i componenti dell’Unità saranno coinvolti nell’approfondimento dell’aspetto teologico-politico della relazione fra autorità secolare e gestione e definizione dello spazio sacro nella Tarda Antichità, che sarà oggetto di uno specifico convegno previsto per il 2-4 dicembre 2013, dedicato a l’Impero costantiniano e i luoghi sacri.